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Ambiente e Territorio - 31/01/2012 13:05

Valorizzazione e vendita beni pubblici: il dibattito sulla legge

Gli interventi di Alessandro Antichi (PdL), Marta Gazzarri (Idv), Monica Sgherri (Fed.Sin/Verdi), Vincenzo Ceccarelli (Pd), Nicola Nascosti (PdL), Eugenio Giani (Pd)

 

Firenze – “Finalmente è arrivato quel chiarimento che in commissione avevamo chiesto, invano, a più riprese. Finalmente è stato spiegato il carattere di urgenza di un provvedimento sul quale il Consiglio è stato convocato in seduta straordinaria”. Si è aperto con un “mezzo plauso” l’intervento del vicepresidente della commissione Affari istituzionali Alessandro Antichi (PdL) sulla proposta di legge dell’Esecutivo toscano per dare attuazione al decreto legislativo ‘Salva Italia’, così come convertito nella legge 214/2011. Un “mezzo plauso” rivolto al presidente della commissione Affari istituzionali Marco Manneschi (Idv) che ha “spiegato i motivi di una legge ad hoc e che tuttavia denunciano un pauroso difetto di istruttoria e sottolineano una deficienza di informazione della Giunta nei confronti del Consiglio”.
E se “nel merito” il vicepresidente non è andato oltre, nei “rapporti tra parlamento e governo” ha stigmatizzato una “tendenza che merita maggiori spiegazioni”.
Nel merito della legge, che non convince Antichi, una constatazione di fondo “e che si evince direttamente dal testo”. L’articolo 3 comma 3 lettera b, punto sul quale le commissioni competenti (Ambiente e Affari istituzionali) hanno lungamente dibattuto, per il vicepresidente “contiene il vero obiettivo di questo Esecutivo: avocare a sé ogni intervento. Costruire una cabina di regia che tutto decide e tutto sceglie”. “Solo questo – ha continuato Antichi – basta a spiegare anche il carattere di urgenza della seduta”. E sui “motivi di coerenza” richiamati prima dall’assessore all’Urbanistica Anna Marson e dal presidente Manneschi dopo, “nessuno può dire che il motivo reale di questa legge sia quello di avocare nel governo della Giunta un complesso di operazioni di grande impatto e di gestione di notevoli flussi finanziari che non ci si fida a lasciare nelle mani dei sindaci”.
Di tutt’altro avviso il presidente del gruppo Idv Marta Gazzarri: “La scelta è stata quella di rispondere prontamente allo stimolo lanciato dal decreto Salva Italia ed era una scelta obbligata. Urgente perché nel testo convertito in legge è rimasto inalterato il termine dei 60 giorni a disposizione delle Regioni per legiferare in materia”. “Quindi – ha continuato Gazzarri – per conservare la massima coerenza al sistema normativo toscano che altrimenti sarebbe stato travolto”. Secondo il presidente Idv la “Regione si è prontamente attivata, in linea con le altre Regioni più efficienti”. Sulla “finalità” della legge, Gazzarri ha colto l’aspetto positivo: “valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico attualmente in disuso, abbandonato nelle sue reali potenzialità, pensando alla migliore destinazione non solo in termini di alienazione ma anche di locazione onerosa”. Un patrimonio pubblico dal “valore enorme che questa legge spinge a ripensare in un’ottica di sviluppo economico sostenibile a livello ambientale”.
Sostegno alla proposta illustrata dall’assessore Marson è arrivato anche dal presidente del gruppo Fed.Sin/Verdi Monica Sgherri: “La legge convince e risponde alla scelta di collaborazione tra enti”. “In una congiuntura economica pesante – ha continuato Sgherri – in cui la spinta alla vendita è forte, occorre intervenire per non svendere i gioielli di famiglia. Siamo una Regione importante con un patrimonio importante che non può essere trasformato tout court”. Da qui Sgherri ha ripreso uno dei passaggi più spinosi della legge, che è stato oggetto di emendamenti e di un lungo dibattito nelle commissioni competenti. Quello relativo ai programmi unitari di valorizzazione territoriale (PUV). “Dovevamo uscire dal dubbio vendere sì o vendere no. Era necessario concentrarsi sulla destinazione per scongiurare il rischio di una Toscana terra di residence per ricchi pensionati e puntare a procedimenti trasparenti su cosa si farà e dove si farà”. Per il presidente lo “sforzo fatto è condivisibile”, coniuga “snellimento burocratico dei tempi e rispetto della programmazione pubblica”.
L’accentramento di potere denunciato da Antichi è stato stigmatizzato dal presidente della commissione Ambiente Vincenzo Ceccarelli (Pd) che ha “dissentito” sull’esposizione resa dal collega. “Non c’è alcuna volontà di ingerenza o cambio di posizioni” ha detto. “Era necessario che la Toscana si dotasse di questa legge. Una legge che semplifica le procedure e dà certezza sui tempi. Prova ne è anche il parere favorevole espresso dal Consiglio delle Autonomie locali”. Sui PUV, Ceccarelli ha spiegato come “armonizzino il contesto territoriale di riferimento” e ha chiarito che “laddove si rispettano i parametri, i Comuni possono proporre interventi”. Dal presidente anche il richiamo a “due emendamenti illustrati dal presidente Manneschi che contribuiscono a chiarire chi sono i soggetti che rientrano nei parametri della legge”. Un ringraziamento particolare Ceccarelli lo ha quindi riservato alle commissioni che hanno “lavorato in diretta per poter approvare una legge prima della scadenza dei termini fissata per il prossimo 5 febbraio”.
“Per nulla rassicurato” si è definito Nicola Nascosti (PdL) che sui PUV ha chiarito: “non sono stati inseriti dalla Regione ma dal decreto Salva Italia”. “Se l’intenzione era solo quella di aggiornarsi” e definendo il parere del Consiglio delle Autonomie “superficiale”, il consigliere ha chiarito quello che sarebbe stato “corretto fare e che adesso assume un nuovo carattere di urgenza”. “Intervenire sulla riforma della legge 1 e sul Codice del Paesaggio”. Quel “potere espropriatorio della Regione” già citato da Antichi, è stato ripreso da Nascosti che tra i tanti beni pubblici ha inserito anche l’ospedale di Empoli. “Beni di grandi dimensioni, beni a dimensione più contenuta ma comunque beni strategici”. E sul fronte della semplificazione, il consigliere ha ribadito come il “concetto sia già contenuto nel decreto Monti”. “Verificheremo sul campo – ha concluso – se i sindaci hanno capito appieno gli effetti di questa legge”.
Di “lavoro difficile” ha parlato Eugenio Giani (Pd). “In sede di commissione abbiamo arricchito il testo e mi sento relativamente ottimista”. Secondo Giani, infatti, il testo del Governo introduce un punto fondamentale nella legislazione urbanistica: “passare dai Piani ai Programmi è elemento utile e importante. Ma laddove i PUV siano eccessivamente definiti, scendendo troppo nel dettaglio, si rischia un appesantimento”. “Voglio vederli all’opera – ha concluso Giani – perché se diventano dettaglio eccessivo di programmazione, occorre intervenire”. Da qui il plauso al “controllo e alla verifica annuale che ci permetterà di sbloccare eventuali freni”.