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Economia e Imprese - 08/09/2010 15:49

Toscana Promozione: via libera a bilancio di esercizio 2009

In commissione Sviluppo economico voto favorevole dei gruppi di maggioranza (Pd, Idv, Fed. Sinistra Verdi), contrari Pdl, Lega Nord Toscana e Udc

Firenze – Toscana Promozione: la commissione Sviluppo economico del Consiglio regionale, presieduta da Caterina Bini (Pd), ha dato a maggioranza il via libera al bilancio di esercizio 2009. Hanno espresso voto favorevole i gruppi di maggioranza Pd, Idv e Fed. Sinistra-Verdi, hanno votato contro Pdl, Lega Nord Toscana e Udc. L’Agenzia di promozione economica (Apet) − nata per promuovere l’economia e il territorio della Toscana nel mondo, sostenere gli imprenditori toscani che vogliono competere sui mercati esteri, favorire l'attrazione degli investimenti sul territorio regionale, sviluppare la cooperazione economica internazionale − registra per l’anno 2009 un valore della produzione pari a 14 milioni e 516mila euro, il totale delle risorse finanziarie gestite è di 17 milioni 111mila euro (nel 2008 era pari a 20 milioni e 700mila euro), i costi della produzione ammontano a 14 milioni e 442mila euro. Il risultato di esercizio è di segno positivo: 110mila 979 euro (251mila euro nel 2008).
 
I contributi per lo svolgimento delle attività promozionali e il funzionamento sono di 11 milioni e 568mila euro, dei quali 10 milioni e 460mila arrivano dalla Regione Toscana (un milione e 108mila euro da Unioncamere). I ricavi dalle attività promozionali sono pari a 2 milioni e 948mila euro. Il costo del personale (51 dipendenti a tempo indeterminato, 8 a tempo determinato e un collaboratore) è di 2 milioni e 459mila euro con un aumento di 115mila euro rispetto al 2008 (incidenza sul totale delle risorse gestite pari al 14,4%, contro l’11,3% dell’anno scorso). Si riducono le spese per il funzionamento (pari a 1 milione e 331mila euro).
 
Per quanto riguarda l’attività, le iniziative sono state 254: in prevalenza servizi promozionali (39,4%) e promozione immagine (17,3%). Oltre 6mila i contatti con gli operatori toscani (6mila 277). I principali mercati di riferimento vedono una prevalenza dell’Unione europea (18,5%) e del resto dell’Europa (9,8%), con sensibile distacco rispetto a Cina, Giappone e Asia orientale (5,5%), America settentrionale (4,7%), vicino e medio oriente (3,1%), Argentina, Brasile e America centro-meridionale (2,8%). La ripartizione per province delle imprese che partecipano all’attività promozionale di Apet vede il ruolo preminente di Firenze (31,2%), seguita da Siena (15,5%), Pisa (10%), Pistoia (8%), Arezzo (7,8%), Lucca e Prato (7,1%).
Il livello di soddisfazione, espresso dal 50% delle aziende coinvolte, è pari a 4,49 su scala da 1 a 7 (nel 2008 era 4,33). “L’87% delle aziende con cui operiamo torna a chiedere servizi”, ha spiegato il direttore Stefano Giovannelli nel corso dell’illustrazione del bilancio in commissione, nella quale ha ricordato che Toscana Promozione sta chiudendo le sedi all’estero.
 
“Giudizio complessivamente negativo” ha espresso il consigliere Giuseppe Del Carlo (Udc), che ha rilevato “la persistente difficoltà a svolgere la funzione di cabina di regia della promozione in Toscana. Parlano i numeri: Apet gestisce risorse per 17 milioni di euro a fronte di un volume complessivo di risorse impegnate per la promozione nella nostra regione di circa 60 milioni di euro. Da questo punto di vista − ha osservato Del Carlo − siamo ancora al punto di partenza”.
 
Maggiore attenzione ai mercati emergenti “su tutti Cina, India, Brasile”, chiede Nicola Nascosti (Pdl), vicepresidente della commissione, che rileva anche la necessità di una “rivisitazione complessiva della partecipazione nelle varie province toscane, con un cambiamento dell’indirizzo politico-istituzionale, visto che molto si fa su Firenze, mentre ad esempio a Massa si riserva l’1,7% dell’attività promozionale”. In definitiva, conclude Nascosti, si deve “rivedere ruolo e mission di Toscana promozione, sulla quale si vedono pure i segni della crisi economica”.
 
“Troppo poche le imprese coinvolte − sostiene la consigliera Marina Staccioli (Lega Nord Toscana) −, solo l’1,42% del totale delle imprese toscane e mediocre il gradimento espresso dalle aziende”. Sul dato, il direttore Giovannelli ha osservato come la percentuale diventa del 40% se si considera esclusivamente il totale delle aziende potenzialmente esportatrici.
 
“La crisi economica strutturale che stiamo vivendo determina un cambiamento delle priorità”, osserva il consigliere Ivan Ferrucci (Pd). Uno sforzo che “è in atto”, con un necessario “ripensamento di marketing territoriale e tipologia degli interventi”. Il consigliere ha posto l’attenzione sulla necessità di valorizzare i poli tecnologici, “come quello di Navacchio”.