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Ambiente e Territorio - 06/11/2009 16:02

Rifiuti: i primi dati del dissociatore molecolare

Le commissioni Ambiente e territorio e Speciale Rifiuti in visita all’impianto di Peccioli (Pi). Erasmo D’Angelis “La sperimentazione sta dando importanti risultati che potrebbero rappresentare una risposta efficace per impedire situazioni di emergenza in Toscana”. Paolo Marcheschi: “Impianti come questi sono utili per scongiurare una possibile emergenza in Toscana”

Firenze – “Un impianto assolutamente all’avanguardia, unico in Europa: un modello che potrebbe rappresentare un efficace soluzione per arginare situazioni di emergenza in Toscana. In aeree come il Chianti, la Lunigiana, il Mugello questo tipo di macchinario può essere una risposta concreta, grazie al suo impatto ambientale modestissimo. Infatti ha dimensioni ridotte, caratteristica che ne permette la realizzazione in ‘piccoli’ moduli che possono essere posti anche nelle vicinanze delle aree di produzione delle biomasse. Inoltre la tecnologia che viene usata permette la gestione di qualsiasi materiale a base carbonica senza alcuna necessità di pretrattamento”.
 

Così il presidente della commissione Territorio e ambiente Erasmo D’Angelis (Pd), nel corso della visita, programmata di concerto con la commissione Speciale d’inchiesta sul ciclo dei Rifiuti urbani presieduta da Paolo Marcheschi (Fi-Pdl) al dissociatore molecolare di Peccioli (Pi).
Il nuovo impianto, gestito dalla società Belvedere presieduta da Renzo Macelloni, è arrivato al sesto mese di sperimentazione –durerà ancora un anno e mezzo - dando ottimi risultati. “I primi due cicli di analisi – ha spiegato Macelloni – hanno rivelato esiti molto buoni in termini di emissioni. Va detto che la dissociazione riduce del 90 per cento il volume dei rifiuti elaborato”. Il dissociatore molecolare permette di trasformare i rifiuti in un gas di sintesi finalizzato alla produzione di energia elettrica e termica. Dopo la trasformazione della materia il gas di sintesi viene ossidato e avviato al recupero energetico senza rischi né per gli addetti, né per la popolazione. Gli impianti in esercizio, dotati di misuratori in continuo delle emissioni in atmosfera, che gestiscono materiale “tal quale” senza alcun pretrattamento, evidenziano emissioni in atmosfera di ordini di grandezza inferiori ai limiti di legge, un residuo di ceneri bianche (prive di carbonio) nell’ordine del 4%.
 
“Il sistema, grazie alla sua eccellente capacità di conversione del materiale caricato in gas – ha aggiunto Macelloni - trasforma la quasi totalità dell’energia contenuta nel materiale in un eccellente vettore energetico come il gas di sintesi. Va inoltre sottolineato come questa soluzione impiantistica può essere operativa in pochi mesi”.
 

Soddisfazione per la sperimentazione è stata espressa anche dal consigliere Mario Lupi (Verdi) che ha sottolineato l’importanza della “massima attenzione e conoscenza per questa novità che potrebbe essere l’uovo di Colombo per approcciarsi alla problematica rifiuti”.
 
Esperimento importante anche per Giovanni Ardelio Pellegrinotti (Pd) che ha evidenziato quanto importante potrebbe “essere chiudere il cerchio di questo processo se si riuscisse a far sì che il gas prodotto fosse utilizzato come combustibile per energia”. “In Toscana - ha aggiunto - resta l’assoluta necessità di fare impianti”. Necessità ribadita anche dal presidente della commissione Speciale Rifiuti Paolo Marcheschi (Fi-Pdl) secondo il quale “La situazione in Toscana è in prossimità di emergenza. Gli impianti mancano, quindi sperimentazioni di questo genere sono fondamentali. La criticità è comunque ampia; raccolta differenziata sì, ma va favorito e creato un mercato “verde” di prodotti riciclati”.
 
Perplesso il consigliere Luca Paolo Titoni (Udc) che lodando la sperimentazione di Peccioli ha ricordato che “la Regione non ha dato neanche un finanziamento per questo progetto, mentre sono proprio questi i programmi sui quali andrebbe maggiormente investito”. Infine il presidente della commissione Sanità Fabio Roggiolani (Verdi), d’accordo sulla necessità di nuovi impianti, ha ricordato che la Regione ha approvato la sperimentazione ed ha invitato il Consiglio tutto a “creare uno start-up per produrre dissociatori molecolari, scendendo in campo concretamente e lanciando così un input verso questa direzione”.