Agricoltura, Caccia e Pesca - 03/02/2016 15:35

Emergenza ungulati: il dibattito in Consiglio (5)

Gli interventi di Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra), dell'assessore Marco Remaschi e le dichiarazioni di voto

Firenze – “La Toscana è la regione dove si caccia di più e in cui il numero degli ungulati è maggiore: questo deve fare riflettere”. Lo ha detto Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra), secondo il quale “la caccia ha contribuito a creare un eccesso di capi; così come è significativo che la Toscana sia, assieme alla Lombardia, la regione dove si muore di più per incidenti di caccia”. “Adesso si pensa di risolvere il problema – ha aggiunto - creando una filiera che ha bisogno di essere alimentata, scacciando la gente che passeggia e usufruisce dei boschi e sicuramente incrementando il numero dei morti e feriti. La caccia fa più morti della criminalità”. Per questo, secondo il consigliere, sarebbe necessario “ricorrere a sistemi alternativi, a un’alleanza con gli agricoltori cui affidare compiti di controllo anche con redditi integrativi, ricorrendo alla contraccezione per riportare un equilibrio”.
L’aula ha poi proceduto a discutere e votare un nutrito pacchetto di emendamenti, che sono stati tutti respinti con l’eccezione di uno, presentato dalla Lega nord, per cui, nella caccia con l’arco, la potenza dell’arco viene diminuita da 50 a 40 libbre, per consentire anche alle donne di manovrarlo.
In fase di dichiarazione di voto, Roberto Salvini (Lega nord) ha annunciato il voto di astensione del suo gruppo. “Avevamo presentato una serie di emendamenti che avevano lo scopo di rendere questa legge più efficace – ha spiegato -. Dal momento che sono stati quasi interamente respinti, ci asteniamo”. Irene Galletti (M5S) ha ribadito il voto contrario dei Cinque Stelle all’atto, giudicato inadeguato e sbagliato, e sottolineato la mancanza di dialogo con la maggioranza in fase di esame e di discussione degli emendamenti.
L’assessore all’Agricoltura Marco Remaschi è intervenuto per la replica finale. Remaschi ha spiegato che la Giunta ha dato il via a questo disegno di legge dopo aver visitato il territorio e dopo aver incontrato agricoltori, associazioni di categoria, sindaci, prefetti, cacciatori e aver avuto incontri al Ministero. E ha ricordato alcuni dati: “I danni provocati all’agricoltura dagli ungulati solo nel 2015 ammontano a 2 milioni e 930 mila euro, dal 2010 al 2015 superano i 12 milioni e mezzo – ha detto -. Si tratta di una sottostima, visto che i rimborsi non sono totali e che i danni si protraggono negli anni successivi. Così come sottostimato è il numero degli incidenti, 916, di cui alcuni mortali e molto gravi, registrato nel solo 2015”. “Sicuramente ci sono delle responsabilità – ha proseguito l’assessore – basti pensare che la delega della caccia e della pesca è stata fin qui delle Province. Sicuramente ci sono delle responsabilità del mondo venatorio e della politica, perché il fenomeno è stato sottovalutato. Avremmo dovuto intervenire prima”. Detto questo, dato che in Toscana il numero degli ungulati è quattro volte superiore alla media nazionale, questa legge per Remaschi può intervenire efficacemente, garantendo oltretutto la sicurezza delle carni immesse in filiera, prevedendo sanzioni più pesanti per il bracconaggio e il commercio illegale di carni. “Io sto, lo dico chiaramente, dalla parte degli agricoltori e dei cacciatori – ha concluso l’assessore -. Non ho sentito peraltro avanzare alternative serie a quanto previsto da questa legge, se non palliativi: la contraccezione, ad esempio, risulta dagli studi fatti costosissima e applicabile con estrema difficoltà”.