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Politica e Istituzioni - 15/12/2015 18:32

Sanità: legge di riordino, al via il dibattito

Lo scambio di battute tra il presidente del Consiglio Giani e il consigliere Giovanni Donzelli (FdI); l’intervento del vicepresidente della commissione Sanità e politiche sociali Stefano Mugnai (Forza Italia)

Firenze – “Voglio unirmi ai ringraziamenti per il lavoro fatto in commissione, sul riordino della sanità nella nostra Regione”, ha esordito il presidente del Consiglio Eugenio Giani, che ha parlato di “vera opportunità di confronto, di affinamento del testo e di dialogo”. Un dialogo destinato a protrarsi per molto tempo anche in aula, visto che gli emendamenti presentati sono circa 16mila 800. “Prepariamoci ad un intenso lavoro”, ha continuato Giani che, dando il “la” ai lavori, aveva invitato il consigliere Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia) a togliersi, “per cortesia”, una maglietta con su scritto: “Sì alla sanità pubblica. No a Rossi”. “Da tifoso, non capisco perché il consigliere ce l’abbia tanto con l’attaccante della Fiorentina, il nostro Pepito”, aveva scherzato il presidente. “Il riferimento non era al calciatore, ma al vostro presidente”, ha subito precisato Donzelli, che si è poi tolto la maglietta ed è rimasto in giacca e cravatta, come da regolamento.
Il dibattito sulla riforma sanitaria è quindi continuato con l’intervento del vicepresidente della commissione Sanità e politiche sociali Stefano Mugnai (Forza Italia), che ha esordito con i complimenti al presidente Scaramelli: “Non era semplice parlare di questa proposta di legge, omettendo la parola referendum, perché è questo il vero nodo politico”. E ricordando come è nata la riforma della sanità toscana – non tanto da un dibattito politico vero e proprio, quanto da una trasmissione televisiva, con il premier Renzi che parla di accorpamento delle Asl, seguito da Rossi, “che promette di tagliare le Asl, per essere ricandidato presidente” – Mugnai non è riuscito a dire che la commissione ha fatto un gran lavoro. “È vero, ci siamo confrontati tra noi – ha affermato –, ma quattro sedute per una riforma ‘epocale’ non sono un tempo congruo. La Giunta non è ancora riuscita ad accorpare il 118 e con velocità pazzesca vuol mettere in cantiere una riforma di queste proporzioni”. La verità è ben diversa, ha aggiunto Mugnai, “con questa riforma il Pd ha messo in atto un meccanismo diabolico, che rappresenta una ‘sòla’ per i fondamentali della democrazia”. “Non siamo noi che facciamo ostruzionismo – ha continuato – ma siete voi che lo state facendo, impedendo la celebrazione del referendum”. “Questo è un metodo che si racconta da solo: rispetto a certe sfide non avete ritegno, avete chiesto per e-mail le osservazioni e le consultazioni non si sono certo svolte guardando in faccia l’interlocutore”. “Se riuscirete comunque ad approvare questa riforma – ha sottolineato – nel giro di poco tempo saremo chiamati a rimetterci le mani, a interrogarci sui tagli dei posti letto, sulla carenza di medici e infermieri, sulle promesse fatte ai precari e non mantenute, come per i bandi chiusi da Estar”. E in tema di risparmio: “qualche direttore verrà tagliato, ma allo stesso tempo si creano figure mitologiche come il direttore della programmazione”. “Il giochino è chiaro a tutti – ha concluso – noi politicamente abbiamo già vinto perché andiamo a confrontarci con i cittadini, non avendo alcun obbligo di lealtà verso la Giunta regionale: voi invece, con questo escamotage per impedire il referendum, state facendo una truffa verso la Toscana e verso la democrazia”. – segue –
 
 
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